Frodi ai danni dei titolari di marchi

Già da alcuni anni siamo testimoni del verificarsi di spiacevoli tentativi di frode ai danni dei titolari di marchi o di domande di marchio. A distanza di pochi mesi dal deposito di una domanda di registrazione o rinnovo di marchio, infatti, soggetti ignoti indirizzano al titolare delle predette domande missive contenenti la richiesta di pagamento di somme di denaro a titolo di tasse e bolli; per rafforzare l’inganno le comunicazioni riportano con esattezza i dati del titolare e della domanda di marchio.
Non fatevi ingannare!
In primo luogo si può osservare come i dati relativi alle domande di marchio siano pubblici e come tali accessibili a tutti, purtroppo anche ai malintenzionati. La presenza nelle predette comunicazioni di dati ufficiali, dunque, non è indice di alcuna ufficialità.
In secondo luogo gli Uffici non inviano comunicazioni al diretto interessato che abbia nominato un rappresentante; ancora, tutte le tasse dovute vengono pagate al momento del deposito della domanda e gli uffici non richiedono mai pagamenti successivi alla pubblicazione delle stesse.
Infine le richieste economiche indicano spesso coordinate IBAN di paesi extra europei in nessun modo riconducibili agli uffici UIBM od EUIPO.
Truffa dunque? Forse non necessariamente; i mittenti, infatti, nell’abile tentativo di evitare di incorrere in sanzioni penali, propongono –seppur facendo leva sull’affidamento del destinatario– una sorta di “abbonamento” a banche dati private totalmente prive di valore giuridico.
Doveste ricevere missive similari a quella sotto riprodotta non inviate denaro, ma contattate senza indugio il vostro rappresentante, col quale potrete valutare l’opportunità di portare i fatti a conoscenza delle forze dell’ordine.
